il verso della ranaSappiamo tutto di lei. Tranne il suo nome. Sappiamo la cosa più importante. Che è obesa. E che vive in una misteriosa famiglia che parla un linguaggio a lei sconosciuto.
È così, in questa sua posizione marginale, che ci racconta l’obesità, mantenendosi sul confine labile tra la tragedia e la comicità. È così che ci racconta la sua storia, una storia che affoga tutta nel pantano dell’indifferenza e dell’incomunicabilità e in cui strisciano inquietanti segreti che dovranno essere svelati. In questo modo lei trascorre la sua malinconica adolescenza, cresce, si trasforma. Fino a che non succede qualcosa che cambia tutto. Un incontro. Con lui. Il primo che riesce a vederla finalmente, sebbene non ne abbia “tecnicamente” la possibilità. È il paradosso. Lui
la guarda, la vede. E la salva. E lei se ne innamora, ama, col suo cuore spezzato, tradisce il cibo, si illude. Ma anche in lui c’è un segreto. Ancora più sconvolgente. Nessuno lo conosce. Nessuno. Solo il lettore potrà comprenderlo.

 

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