C'era una volta un lupo affamato e mai sazio che, travestito da agnello, voleva mangiarsi una pecora con l'inganno…
Storia vecchia direte… Vero! Ma questa è anche una storia moderna, perché nella nostra società talvolta nel gregge si nasconde un lupo travestito da agnello per poter agire indisturbato e, fingendo di aiutare una pecora, la raggira ed al momento giusto rivela la sua natura ed identità e la divora senza scrupoli.
Talvolta però l'inganno e la falsità si ritorcono contro lo stesso impostore.
Basta trovare il pastore giusto pronto a distinguere e difendere la pecora vera!
La storia che vi racconterò ricalca l'antica favola di Esopo, seguendone l'epilogo.
Eccola:
La signora Maria da anni gestiva con il marito Gustavo un'osteria nella bellissima città di Sondrionopoli.  
Il loro locale era un centro di ritrovo in cui le persone bevevano un buon bicchiere di vino, conversando allegramente e gustando i cibi deliziosi e genuini cucinati con passione dalla simpatica donnina. Oggi chiamerebbero il cibo della signora Maria con un termine alla moda  “Slow food” in contrapposizione ai fast food, ma per lei era naturale dare valore al cibo, usare ingredienti poveri, ma genuini, nel rispetto di chi produce ed in armonia con l'ambiente.
Ma il valore aggiunto che rendeva unici e ricercati i suoi piatti era un ingrediente raro: l'amore con cui curava ogni pietanza.
I due coniugi erano ormai anziani e progettavano di chiudere l'osteria per godersi un po' la vita, ma un brutto giorno Gustavo morì e Maria rimasta sola, dopo una vita insieme, decise di anticipare la chiusura.
Vendette la sua amata osteria in cui aveva trascorso la vita a 150.000 euro con pagamento tramite cambiali che avrebbe riscosso ogni mese e le avrebbero permesso di vivere bene.
Ma un astuto Direttore di banca (Lupus in fabula)  pensò bene di impartire qualche insegnamento all'inesperta nonnina e si offrì di aiutarla, consigliandola per il meglio:
“Non conviene mai tenere i soldi in casa, ci sono in giro molti ladri… ( il primo infatti era lui). Basta depositare i soldi in banca , qui sono al sicuro e potrà ritirarli quando vuole”
E la nonnina fiduciosa accettò il consiglio del premuroso direttore.
Un giorno però la donna  decise di aiutare la figlia che voleva aprire un piccolo bar, seguendo le orme dei genitori , ma aveva bisogno di 50.000 euro.
Il solerte Direttore, sempre pronto a fornire un aiuto disinteressato e prodigo di consigli, nuovamente la raggirò:
“Cara signora, non conviene usare le cambiali, le offrirò un fido per quella cifra e lei sarà tranquilla!”
“Che persona gentile e disponibile” pensò la nonnina ed accettò…
Appena la donna uscì, il Direttore si tolse la pelle da agnello ed  ipotecò, a sua insaputa, la casa di Maria,usando le cambiali come garanzia.
Però il diavolo fa le pentole , ma non i coperchi...
Così un giorno la nonnina in difficoltà, andò a ritirare le cambiali e si accorse che i suoi soldi erano vincolati e la casa ipotecata. Che fare?
Chiese aiuto ad un giovane avvocato che , da bravo pastore, decise di aiutare l'ingenua pecorella e smascherare il lupo travestito. Scrisse una lettera per denunciare l'azione illegale e come spesso accade, quando si vide smascherato, il Direttore-lupo tirò fuori unghie e denti e cercò di intimorire la nonnina, minacciandola:
“ Se rivuoi le cambiali, devi saldare il fido!” intimò
“Ma io non ho autorizzato l'ipoteca sulla casa... “protestò la nonnina “ e le cambiali  sono da 150.000 euro mentre il debito solo 50.000”
Ma il lupo non voleva arrendersi e  così la banca di Sondrionopoli citò l'anziana signora in tribunale, con l'arroganza e la sicurezza dei potenti nei confronti dei più deboli.

Ma allora questa è proprio una favola all'incontrario!
Che tristezza:  la donna beffata perde tutto ed il lupo indossa nuovamente la pelle d'agnello per ingannare un'altra ingenua e sprovveduta pecorella.

Ma ecco l'imprevisto: un coniglio bianco con il panciotto e gli occhiali, come quello di Alice nel paese delle meraviglie,simbolo di un evento inaspettato che sconvolge la vita,  correndo con l'orologio in mano arrivò  urlando :
"E' tardi, è tardi..."
 Fece invece  appena in tempo...e  raccontò le malefatte del Lupo al giudice, perché lui era stato testimone dell'inganno.
Così la nonnina riebbe il suo denaro ed il Direttore fu condannato, perché non sempre i ladri entrano in banca per rubare, a volte sono già al suo interno, protetti, al sicuro ...e a poco servono porte blindate, guardie giurate e controlli elettronici  all'entrata.
Un lieto fine finalmente anche nelle fiabe all'incontrario, ancor più gradito perché è il finale vero di questa storia moderna che sembra antica…
Quanti lupi si aggirano famelici attorno a noi e come è difficile riconoscerli!
Cerchiamo di essere sempre vigili per non ritrovarci nel ruolo di preda.
Non sempre arriva il Bianconiglio a salvarci!
Perciò ieri, oggi e domani:   ATTENTI AL LUPO!  
Quello umano però, molto più temibile dell'animale.
                                         

                                 Ragion per cui... C'era una volta

Tratto dal libro “Fiabe all’incontrario” di Susanna Varese

L'Autrice ha narrato in questo racconto una storia vera

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