Esiste davvero l’amore incondizionato?
Seduta nella parte più alta della barca, si rifece la domanda ancora una volta guardando il luccichio del sole riflesso sul mare. E, a parte il lieve sventolare della bandiera nell’aria e il suo battere contro il palo cui era legata, intorno a lei non sentiva altro.
Ma non era sola in barca e d’impulso, cercando di trovare una risposta, si alzò e scese dalla scala per raggiungere il gruppo che quel giorno era a bordo con lei. A poppa vide anche lui. E mentre lo guardava parlare con gli altri e sorridere, considerò l’idea di sedervisi accanto. Aveva bisogno di sentirlo vicino. Ma non lo fece.
Ferma lo vide sistemare le attrezzature dei sub e la sua mente tornò al passato.
Pensò nuovamente ai momenti che li avevano condotti fin lì. Chi era lei prima? E ora? Non era difficile rispondere. Si chiamava Gaia, aveva quarantacinque anni, era italiana, aveva due fratelli, una mamma, un figlio che amava tanto e un marito, che era sul punto di perdere, e si guadagnava da vivere vendendo case ai turisti. Questo era quanto diceva abitualmente alla gente. Nonostante fosse la verità, ogni tanto si domandava se non dovesse aggiungere qualcos’altro. Per esempio, doveva dire che, dodici anni prima, da Como si era recata nel Mar Rosso per una breve vacanza? Che lì, in poco tempo, si era innamorata prima del mare e poi dell’uomo che aveva sposato? E che la commovente bellezza di quei ricordi s’intrecciava anche alla tristezza, al punto che ancora quel giorno si stava chiedendo quale sentimento in fondo sarebbe prevalso?
Si allontanò dal retro della barca e andò a prua. Sebbene non volesse meditare sul passato, neppure evitava del tutto di farlo. Non poteva trasformare quel periodo della sua vita. Ciò che era stato.  Anche se in certi momenti le sarebbe piaciuto tornare indietro nel tempo per cancellare tutti i dispiaceri, ma sentiva che, in quel modo, avrebbe cancellato anche la felicità che aveva provato. E questo mai lo avrebbe voluto.
Era soprattutto in quelle giornate che gli tornava in mente il giorno in barca trascorso con Youssef alla barriera di Gotta Abu Ramada, quando avevano visto i delfini, erano andati lì sperando di poterli incontrare.
Quel giorno aveva capito per la prima volta quello che provava per lui.
Mentre guardavano nel mare davanti a loro aspettando di incontrarli, Gaia gli aveva raccontato una storia del suo passato. Gli aveva spiegato che aveva perso suo padre da giovane e che, qualche tempo dopo la sua morte, aveva cominciato ad aver paura del mare, che glielo aveva portato via.  A soffrire d’incubi e ansie nel rivivere costantemente l’incidente che era costato la vita di suo padre. Non sapendo che altro fare, alla fine Gaia decise un giorno di affrontare quelle paure riscoprendo il mare nel suo profondo. Imparando a immergersi nelle sue acque. Proprio lì dove si trovavano quel giorno.
E poi accadde l’incontro con un delfino.  
Ai suoi occhi di ragazza a volte ancora di bambina le era sembrato un evento miracoloso, e vi aveva riconosciuto l’anima di suo padre che era venuto per aiutarla e starle vicino. Era ciò in cui aveva bisogno di credere, e da allora gli incubi e le ansie non l’avevano più tormentata.
Youssef era rimasto colpito dal suo racconto, emozionato dalla sua dolorosa perdita e dalla fantasiosa sensibilità quasi infantile di Gaia.
Poco dopo quel giorno, però, dopo aver inaspettatamente incontrato di persona con lei un gruppo di delfini, le aveva domandato cosa pensava di quell’incontro.
E Gaia, seduta vicino a lui, rivolgendo ancora una volta il suo sguardo al mare, le aveva sussurrato “Tra loro c’era mio papà”. “Forse voleva conoscerti”.
In quell’istante si ritrovarono abbracciati l’uno all’altra e fu allora che Gaia capì di essersi innamorata di lui, e da allora non aveva mai smesso di amarlo.
Davanti a lei ancora una volta c’era il mare. Si sdraiò a prua con un sospiro di sollievo, assalita dai ricordi che la riportavano indietro a quei giorni. Questo, ricordò, è ciò che accade.

Dal libro “Segui sempre il tuo cuore” di Annalisa Malinverno

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